ll paese, che fino alla seconda metà del secolo XIX è stato un povero centro agricolo, oggi dipende soprattutto dall'economia della Capitale alla quale è collegato con la ferrovia Roma - Pescara, inaugurata nel 1888, e con l' A - 24 (uscita casello di Mandela).
Dal 1890 lo stemma del paese è una colonna coronata su campo azzurro, come l'antico sigillo seicentesco della Comunità.
Piantato a sentinella dell'Alta Valle dell'Aniene, sopra un piccolo colle calcareo di 523 metri,
deriva il proprio nome dalla famiglia romana dei Rubri, insediatasi nella zona dopo la sottomissione degli
Equi.
Sicuramente abitato già nel periodo neolitico, nel suo territorio sono stati rinvenuti frammenti di ceramica riferibili all'età del bronzo.
Territorio degli Equi,
conserva resti di "oppida" ancora da studiare.
La conquista romana, avvenuta nel 304 a.C., favorì nel territorio il sorgere di
"ville rustiche" intorno alle quali si svolgeva l'attività agricola e anche la vacanza estiva del patrizio.
Resti sono stati scoperti in località "Gnora Colomba", "Casa Passera" (II-I sec. a. C.), "Colli".
Il territorio fu abitato anche dai numerosi schiavi e operai utilizzati per la costruzione degli acquedotti romani, dei quali emergono i resti in tutta la valle.
In paese, davanti ad una abitazione privata,
si conservano due cippi iugeriali di Augusto insieme ad un miliario dell'antica Valeria ed ad un'ara funeraria del I sec. d. C.
Sparse in vari luoghi del paese ci sono altre testimonianze romane:
un sarcofago,
una mètopa,
una fontanina,
un capitello,
frammenti con iscrizioni.
Territorio
appartenuto inizialmente all'Abbazia di Subiaco, venne fortificato nel X° secolo.
Passò agli
Ottaviani di Roviano intorno al 1252.
Pochi anni dopo, fu conquistato da
Landolfo Colonna di Riofreddo, che nel 1287 approvò pubblicamente lo Statuto.
Nel corso dei secoli il feudo divenne proprietà dei vari rami della famiglia Colonna, e per brevi periodi è appartenuto anche agli
Orsini come affittuari (1458) ed ai
Barberini (1625).
Il castello e i numerosi possedimenti baronali vennero acquistati dai
Massimo (1872), poi dai
Brancaccio (1902) ed, infine, dal Comune (1979).
Il caratteristico centro - storico si sviluppa lungo il colle per linee concentriche spezzate da un dedalo di viuzze ed è chiuso, a nord - ovest, dalla gotica
"Porta Scaramuccia".
Nell'antico frantoio baronale del "Montano", sulla
piazza de "J'Orzéro", ha sede la biblioteca comunale.
Sulla vetta del monte S. Elia (995 m) si conservano, inoltre, scarse testimonianze dell'omonimo romitorio e si gode una bellissima vista sulla valle, sui Simbruini, sui Lucretili ed oltre i monti Ruffi.
Nel territorio sono presenti grotte d'interesse speleologico, come quella più grande detta di
"Fra' Alessio", ad ovest.